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i soci di ”Pagine italiane” prendevano su Internet pacchetti di clienti di altre aziende di pubblicita’ ”on-line” e inviavano a questi clienti lettere con fatture per il pagamento di servizi di pubblicita’ su Internet mai effettivamente richiesti. Nelle lettere si informavano le aziende in questione di essere state inserite nel motore di ricerca di ”Pagine italiane”, pregandole di inviare via e-mail una eventuale richiesta di disdetta del servizio. Negli ultimi mesi ”Pagine italiane” ha fallito e - sempre secondo la polizia - gli stessi responsabili hanno poi aperto un’ altra societa’, con sede, questa volta, a Ponte San Giovanni, chiamata ”Pagine it”, con un’ attivita’ analoga alla prima e, anzi, con nuovi macchinari e un’ organizzazione piu’ elaborata